Stagionali, intermittenti, occasionali e marittimi: prime indicazioni Inps sulle indennità omnicomprensive

Il “Decreto “Agosto”, in continuità con le misure previste dai decreti “Cura Italia” e “Rilancio”, ha previsto ulteriori misure finalizzate al sostegno di alcune categorie di lavoratori le cui attività lavorative sono state colpite dall’emergenza epidemiologica, tra cui i lavoratori del turismo, gli intermittenti, i lavoratori autonomi occasionali, i lavoratori dello spettacolo ed i marittimi. In attesa delle circolari esplicative, con le quali verranno spiegate nel dettaglio le novità legislative, l’Inps fornisce alcune prime informazioni (messaggio n. 3160/2020).

Una indennità omnicomprensiva è prevista in favore dei lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente né di NASpI, alla data del 15 agosto 2020. Detta indennità è pari a 1.000,00 euro ed è riconosciuta anche per i lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, fermo restando le previste condizioni (art. 9, co. 1, D.L. n. 104/2020).
E’ previsto il riconoscimento di un’indennità omnicomprensiva, pari a 1.000,00 euro, anche a favore di alcune categorie di lavoratori autonomi e subordinati, già destinatari dell’indennità COVID-19 per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020, fra cui (art. 9, co. 2, D.L. n. 104/2020):
a) lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel medesimo periodo;
b) lavoratori intermittenti, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020;
c) lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali (art. 2222 c.c.) e che non abbiano un contratto in essere alla data del 15 agosto. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 17 marzo 2020 alla Gestione separata (art. 2, co. 26, L. n. 335/1995), con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
d) incaricati alle vendite a domicilio (art. 19, D.Lgs. n. 114/1998), con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000,00 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata (art. 2, co. 26, L. n. 335/1995), alla data del 17 marzo 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
Tali soggetti, alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:
a) titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente;
b) titolari di pensione.
Ancora, una indennità omnicomprensiva di importo pari a 1.000,00 euro è stabilità in favore dei lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo che possano fare valere almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, un reddito non superiore a 50.000 euro, non titolari di pensione e di rapporto di lavoro (art. 9, co. 4, D.L. n. 104/2020). La medesima indennità è riconosciuta a favore dei lavoratori iscritti al FPLS che possono fare valere almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019 e un reddito nel medesimo anno, non superiore a 35.000 euro.
Una ulteriore indennità omnicomprensiva di 1.000,00 euro è riconosciuta in favore dei lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali che possono fare valere congiuntamente i seguenti requisiti (art. 9, co. 5, D.L. n. 104/2020):
– titolarità nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nei predetti settori, di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;
– titolarità nell’anno 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nei predetti settori, di durata complessiva pari ad almeno 30 giornate;
– assenza di titolarità, alla data del 15 agosto 2020, di pensione e di rapporto di lavoro dipendente.
Le predette indennità non sono cumulabili tra loro e con l’indennità di “di ultima istanza” (art. 44, Decreto Cura Italia), ma sono invece cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità (L. n. 222/1984). Riguardo alle modalità di richiesta, i lavoratori che hanno già presentato la domanda e beneficiato delle indennità COVID relative alle precedenti mensilità di marzo, aprile e maggio 2020, non devono presentare ulteriore specifica domanda, in quanto l’Istituto procederà d’ufficio all‘istruttoria e verifica dei requisiti.
Infine, è prevista una indennità pari a 600,00 euro per ciascuna delle mensilità di giugno e luglio 2020 a favore dei lavoratori marittimi iscritti nelle matricole della gente di mare (art. 115, Codice della Navigazione) e dei lavoratori che svolgono servizi complementari di camera, servizi di cucina o servizi generali a bordo delle navi adibite a crociera (art. 17, co. 2, L. n. 856/1986), che hanno cessato involontariamente il contratto di arruolamento o altro rapporto di lavoro dipendente nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel medesimo periodo, non titolari di contratto di arruolamento o di altro rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, di indennità di malattia o di trattamento pensionistico diretto alla data del 15 agosto 2020 (art. 10, D.L. n. 104/2020). Detta indennità a favore dei lavoratori marittimi, non concorre alla formazione del reddito ed è erogata dall’INPS, previa domanda.

Parte normativa dell’accordo di rinnovo Alimentari Industria

Seguono alcuni aspetti della parte normativa dell’accordo di rinnovo per l’Industria alimentare, siglato il 31/7/2020, tra l’ANCIT, l’ASSOBIRRA, l’UNIONE ITALIANA FOOD e FAI-CISL, la FLAI-CGIL, UILA-UIL, con validità fino al 30/11/2023.

Part-time

L’instaurazione del rapporto a tempo parziale dovrà risultare da atto scritto, nel quale siano indicati:
1) gli elementi previsti dall’art. 15 del presente contratto;
2) la durata della prestazione lavorativa e la distribuzione dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno (divisore 173).
Il trattamento economico e normativo seguirà criteri di proporzionalità all’entità della prestazione lavorativa, compatibilmente con le particolari caratteristiche dell’istituto, sulla base del rapporto tra orario ridotto ed il corrispondente orario ordinario previsto per il personale a tempo pieno.
A partire dall’1/1/2022 le Parti, riconoscono al lavoratore occupato con contratti a tempo indeterminato con orario inferiore a quello contrattuale, il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato a tempo pieno effettuate dal datore di lavoro con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a tempo parziale.
L’azienda, ove proceda ad assunzione di personale a tempo parziale, darà comunque priorità nella valutazione di cui sopra, fino al limite del 8% del personale in forza a tempo pieno alle richieste di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale motivate dalla necessità di:
a) assistere genitori, coniuge o convivente, figli, e altri familiari conviventi senza alcuna possibilità alternativa di assistenza, gravemente ammalati (1) o portatori di handicap o che accedano a programmi terapeutici e di riabilitazione per tossicodipendenti;
b) accudire i figli fino al compimento dei sette anni;
c) studio connesse al conseguimento della scuola dell’obbligo, del titolo di studio di secondo grado o del diploma universitario o di laurea;
d) accudire i figli, al rientro da periodi di astensione obbligatoria o di congedo parentale fino ai tre anni di vita del bambino.
Tali domande saranno prese in considerazione in ordine cronologico di presentazione:
– se consegnate alla Direzione aziendale entro 72 ore dall’avvenuta comunicazione scritta;
– se presentate da lavoratori adibiti alle stesse mansioni di quelli da assumere a tempo parziale; qualora l’azienda sia in grado di reperire altri lavoratori delle stesse mansioni, disponibili al tempo pieno.

Lavoro agile

Le parti stipulanti il presente contratto condividono l’obiettivo di promuovere nuove forme flessibili e semplificate di lavoro, allo scopo di incrementare la produttività aziendale e di favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. A tal scopo considerano il lavoro agile una modalità svolgimento dell’attività lavorativa rispondente a tali obiettivi.
Il lavoro agile consiste in una prestazione di lavoro subordinato che può svolgersi anche al di fuori dei locali aziendali attraverso il supporto di strumenti telematici adeguati, senza l’obbligo di utilizzare una postazione fissa durante il periodo di lavoro svolto fuori dall’azienda, pur nel rispetto tassativo della idoneità del luogo quanto agli aspetti relativi alla sicurezza e alla riservatezza dei dati trattati.

Congedi parentali, per la malattia del figlio, formativi, per gravi motivi familiari e per l’assistenza intra generazionale

Congedi parentali
Ciascun genitore, per ogni bambino nei primi suoi 12 anni di vita, ha diritto di astenersi dal lavoro per un periodo massimo non eccedente complessivamente dodici mesi.
Nell’ambito del suddetto limite, i relativi congedi parentali spettano:

Congedi per la malattia del figlio
Entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro per periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio di età non superiore a tre anni.
I medesimi genitori, alternativamente, hanno altresì diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di dieci giorni lavorativi all’anno – non retribuiti e fruibili anche in modo frazionato in gruppi di 4 ore giornaliere, compatibilmente con le esigenze organizzative – per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e i dieci anni.

Congedo per le donne vittime di violenza di genere
Le Parti, nella vigenza dell’art. 24 del D.Lgs. n. 80 del 15/6/2015, stabiliscono che la persona avente i requisiti di legge ha diritto ad un prolungamento, fino ad un massimo di ulteriori 3 mesi di permessi retribuiti a carico dell’azienda da utilizzare secondo le modalità e le tempistiche della norma sopra citata.

Congedo per l’assistenza intra generazionale
Previa presentazione di idonea documentazione da parte del lavoratore interessato non appena ne abbia disponibilità e, comunque, con un preavviso di almeno 5 giorni, salvo comprovate di urgenza – l’azienda riconoscerà due mezze giornate di permesso retribuito all’anno, non frazionabili, per assistenza ai genitori anziani (età pari o superiore a 75 anni) nell’ipotesi di ricovero e/o dimissioni, e day hospital, nonché per effettuare visite mediche specialistiche.

Parte economica dell’Accordo di rinnovo del CCNL Alimentari industria

Si riportano le informazioni sulla parte economica del Verbale di accordo del 31/7/2020 sottoscritto da ANCIT, ASSOBIRRA, UNIONE ITALIANA FOOD e FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL, per il di rinnovo del CCNL 5/2/2016 per l’Industria alimentare

Il presente verbale di accordo sottoscritto da ANCIT, ASSOBIRRA, UNIONE ITALIANA FOOD e FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL, decorre dall’1/12/2019 ed ha validità per la parte normativa ed economica fino al 30/11/2023. Tra le Parti firmatarie mancano le Associazioni Datoriali coordinate da Federalimentare: Anicav, Assolzoo, Assica, Assitol, Assobibe, Assocarni, Assolate, Federvini, Italmopa, Mineracqua, Unionzucchero.
Le Parti nel presente accordo, individuano, le voci che costituiscono il trattamento Economico Minimo (TEM) e il Trattamento Economico Complessivo (TEC)

Trattamento Economico Minimo (TEM)
Le Parti stabiliscono che in seguito al Rinnovo del 31/7/2020, il TEM si compone:
a) Minimi Tabellari (paga base)
b) Ex indennità di contingenza
c) EDR
I minimi tabellari (paga base) sono quelli che risultano dalla tabella che segue:

Liv.

Par.

Minimi in vigore dall’1/12/2019

Nuovi minimi dall’1/9/2021

Nuovi minimi dall’1/1/2022

Nuovi minimi dall’1/1/2023

1S 230 2.372,01 2.407,02 2.442,02 2.477,05
1 200 2.062,59 2.093,03 2.123,47 2.153,96
2 165 1.701,67 1.726,78 1.751,90 1.777,03
3A 145 1.495,40 1.517,47 1.539,54 1.561,62
3 130 1.340,73 1.360,52 1.380,30 1.400,10
4 120 1.237,57 1.255,83 1.274,10 1.293,37
5 110 1.134,46 1.151,20 1.167,94 1.184,70
6 100 1.031,33 1.046,55 1.061,77 1.077,00

Viaggiatori o piazzisti

 

Liv.

Par.

Minimi in vigore dall’1/12/2019

Nuovi minimi dall’1/9/2021

Nuovi minimi dall’1/1/2022

Nuovi minimi dall’1/1/2023

I 165 1.701,67 1.726,78 1.751,90 1.777,03
II 130 1.340,73 1.360,52 1.380,30 1.400,10

Trattamento Economico Complessivo (TEC)
Il Trattamento Economico Complessivo è composto dalle seguenti voci:
a) TEM
b) Incremento Aggiuntivo Retribuzione (IAR)
c) 13ma e 14ma mensilità
d) Aumenti periodici di anzianità
e) Fondo sanitario integrativo FASA
f) Cassa maternità/paternità
g) Cassa rischio vita
h) Alifond
i) Maggiorazione retributive
j) Indennità e trattamenti economici previsti dal CCNL
k) Ex premio di produzione già congelato in cifra fissa
l) Trattamento economico per mancata contrattazione di secondo livello

Incremento Aggiuntivo della Retribuzione (IAR)
E’ corrisposto ,a lutti i lavoratori, a far data dall’1/4/2023, non è assorbibile e rappresenta un elemento aggiuntivo della retribuzione che incide esclusivamente su tredicesima, quattordicesima e TFR e resterà a questo titolo acquisito per il futuro nella retribuzione.

Liv.

Par.

IAR

1S 230 58,77
1 200 51,10
2 165 42,16
3A 145 37,05
3 130 33,22
4 120 30,66
5 110 28,11
6 100 25,55

Trattamento economico per mancata contrattazione di secondo livello
Le aziende che non realizzano la contrattazione del premio per obiettivi di cui all’art. 55 del CCNL, erogheranno, a titolo di indennità per mancata contrattazione di secondo livello a favore dei lavoratori dipendenti, gli importi di cui alla tabella di seguito riportata:

Liv.

Par.

Trattamento economico per la mancata contrattazione di secondo livello

1S 230 50,37
1 200 43,80
2 165 36,14
3A 145 31,76
3 130 28,47
4 120 26,28
5 110 24,09
6 100 21,90

Tali importi, erogati a partire dall’1/1/2023 per 12 mensilità, assorbono fino a concorrenza eventuali erogazioni con funzioni analoghe.
Gli importi suddetti non hanno riflesso alcuno sugli istituti contrattuali e/o di legge, diretti e/o indiretti di alcun genere, in quanto le Parti hanno definito tali importi in senso omnicomprensivo tenendo conto in sede di quantificazione di qualsiasi incidenza. Inoltre, sono esclusi dal computo del TFR.

Diritto alle prestazioni bilaterali
Le Parti ribadiscono che le prestazioni di bilateralità (Assistenza sanitaria integrativa, Cassa rischio vita, Cassa maternità e paternità e promozione della bilateralità) rappresentano un diritto contrattuale di ogni singolo lavoratore che pertanto matura, esclusivamente nei confronti delle imprese non aderenti al sistema bilaterale, il diritto alla erogazione diretta da parte dell’impresa datrice di lavoro di prestazioni equivalenti a quelle erogate dai Fondi contrattuali previsti dal presente Contratto collettivo di lavoro.
A decorrere dall’1/1/2021 le imprese non aderenti alla bilateralità e che non versano il relativo contributo dovranno erogare a ciascun lavoratore un importo forfetario pari a Euro 20,00 lordi mensili per dodici mensilità.Tale importo costituisce un elemento distinto della retribuzione (EDR) e non avrà riflesso alcuno sugli istituti contrattuali e di legge, diretti o/e indiretti di alcun genere, in quanto le Parti hanno inteso erogare tale importo come omnicomprensivo di qualsiasi incidenza. Tale importo dovrà essere erogato con cadenza mensile e mantiene carattere aggiuntivo rispetto alle prestazioni dovute ad ogni singolo lavoratore in adempimento dell’obbligo di cui al comma 2.
In caso di lavoratori assunti con contratto part-time, tale importo è corrisposto proporzionalmente all’orario di lavoro e, in tal caso, il frazionamento si ottiene utilizzando il divisore previsto dal CCNL. Per gli apprendisti, l’importo andrà riproporzionato alla percentuale di retribuzione riconosciuta.

Assistenza sanitaria integrativa / fondo maternità-paternità
Per il finanziamento del Fondo è dovuto un contributo a carico dell’azienda pari a 10 euro al mese per 12 mensilità.
A partire dall’1/1/2022, l’importo del finanziamento al Fondo di cui al comma precedente sarà pari a 12 euro al mese per 12 mensilità.
I contributi sono versati al Fondo con la periodicità e le modalità stabilite dal Regolamento.
A far data dall’1/6/2025 il finanziamento al Fondo potrà essere implementato di ulteriori 2 euro mensili (per 12 mensilità) a carico del lavoratore dipendente, dietro espressa volontà dello stesso.
Laddove il lavoratore non manifesti la volontà di partecipare con la propria quota al Fondo, lo stesso decade dall’iscrizione e cessa automaticamente la contribuzione da parte dell’impresa.
A partire dall’1/1/2022, ciascun familiare fiscalmente a carico dei lavoratori di cui al primo comma può essere iscritto al Fasa attraverso un versamento mensile pari a 2 euro per 12 mensilità. Le modalità attuative sono demandate al Cda del Fondo Fasa.
Sono fatti salvi gli accordi integrativi di secondo livello, già sottoscritti anteriormente alla data di entrata in vigore del presente accordo, che prevedano l’istituzione di polizze, casse o fondi di assistenza sanitaria integrativa.
Di conseguenza gli obblighi di natura contrattuale relativi ai suddetti accordi continueranno ad essere assolti secondo le modalità ivi contenute.
In occasione del rinnovo degli accordi integrativi, in sede aziendale potranno essere definiti specifici accordi di confluenza e/o di armonizzazione, fermo restando che con il presente articolo si è disciplinata a livello di CCNL la materia.
Le Parti concordano di assicurare la gestione dell’integrazione delle indennità contrattuali e di legge a sostegno della maternità e della paternità per il periodo di astensione facoltativa post partum, di cui all’art. 1/Bis, comma secondo, attraverso il Fondo sanitario integrativo di settore (FASA), al quale verrà versata una specifica contribuzione mensile (riferita a 12 mensilità) pari a 2 euro, con riferimento ad ogni lavoratore a tempo indeterminato.
A partire dall’1/1/2021, l’importo della specifica contribuzione mensile (riferita a 12 mensilità), di cui al precedente comma, sarà pari a 3,50 euro.

Copertura assicurativa per il rischio vita
Le Parti condividono che, a partire dall’1/1/2021, l’onere annuo complessivo a carico dell’azienda è stabilito, per ciascun lavoratore a tempo indeterminato, in euro 30 (trenta).
Tale istituto contrattuale non è cumulatale con trattamenti analoghi o equipollenti già operanti a livello della singola azienda.

Promozione bilateralità del settore
Le Parti, in attesa della costituzione dell’Ente Bilaterale di Settore, convengono il versamento a carico delle imprese, a decorrere dall’1/1/2021, di 2 euro/mese, con riferimento a ciascun lavoratore a tempo indeterminato, in una apposita sezione separata contabile e amministrativa del Fondo di assistenza sanitaria integrativa di settore (FASA), secondo le procedure già stabilite in seno al Cda.
La predetta contribuzione sarà versata anche dalle aziende per le quali non corre l’obbligo, secondo quanto disposto al comma 8 dell’art. 74/quater, di iscrivere lavoratori al FASA.
Il versamento di cui sopra sarà effettuato contestualmente a quello concernente la contribuzione mensile che le aziende già versano per la copertura sanitaria dei propri dipendenti

Rischio macchina per Viaggiatori e piazzisti
Le spese di riparazione automezzo per danni provocati – senza dolo – da Viaggiatori o Piazzisti durante lo svolgimento delle prestazioni lavorative, saranno sostenute dalle aziende nella misura dell’90% e comunque con un massimale di euro 5.700,00, per sinistro anche con forme assicurative o altre equivalenti convenzionalmente pattuite tra le parti interessate, fermo il diritto di controllo sulla effettività del danno e della rispondenza della fattura.

Trattamento di malattia e di infortunio per Viaggiatori e piazzisti
Per gli infortuni sul lavoro a decorrere dall’1/1/2021, le aziende garantiranno con polizze assicurative o forme equivalenti la corresponsione aggiuntiva dei seguenti capitali:
– euro 38.000,00 per morte
– euro 48.000,00 per invalidità permanente totale.

Sottoscritto il Protocollo sicurezza per la Scuola dell’infanzia

Sottoscritto in via definitiva il 25/8/2020, il Protocollo d’intesa per garantire la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia, nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione del Covid-19

Il presente Protocollo Sicurezza, sottoscritto tra:
– il Ministero dell’istruzione, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Ministero della salute, il Dipartimento per le politiche della famiglia, Dipartimento della funzione pubblica, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’ANCI, l’INAIL e CGIL UIL CONFSAL SNALS, ANIEF, CIDA ANP DIRIGENTI SCUOLA FISM ALLEANZA COOPERATIVE FORUM TERZO SETTORE SIP,
nasce dalla necessità di tutelare la salute di tutti i soggetti coinvolti (dirigenti, soggetti gestori, responsabili di struttura, personale educatore, docente, ausiliario, A.T.A.), dei bambini e delle loro famiglie durante lo svolgimento delle attività in presenza presso le sedi dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia, per l’anno scolastico 2020/2021.
Il protocollo premette che per quanto concerne le scuole dell’infanzia amministrate da Circolo didattico o Istituto comprensivo, in considerazione dell’unicità della gestione, si fa riferimento ove non altrimenti specificato, al Protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di COVID 19 siglato in data 6/8/2020 con le OO.SS. di categoria.
Per dare piena attuazione alle indicazioni sanitarie del Comitato Tecnico Scientifico istituito presso il Dipartimento per la Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri saranno attivate le relazioni sindacali previste per i servizi educativi e le scuole dell’infanzia dalle disposizioni vigenti.
I soggetti coinvolti nel funzionamento dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 65/2017 (Ministeri competenti, Enti gestori, Datori di lavoro, Conferenza delle Regioni e delle province autonome, ANCI) si impegnano si impegnano ad attivare, anche solo su richiesta di una delle parti e con il coordinamento del Ministero dell’istruzione:
– un Tavolo nazionale permanente, allo scopo di assicurare che le attività educative e scolastiche si svolgano in osservanza delle misure di sicurezza previste anche in relazione, in ogni singola Regione, all’andamento dei contagi, può valutare di richiedere al Ministero della salute l’indicazione di eventuali e ulteriori misure proporzionate all’evolversi della situazione epidemiologica e volte ad assicurare la piena ed effettiva tutela della salute dei bambini, delle famiglie e di tutto il personale coinvolto;
– un tavolo di lavoro permanente a livello regionale;
– incontri tra i Ministeri competenti e i soggetti sottoscrittori del presente Protocollo in ordine all’attuazione dell’intesa, con cadenza almeno mensile e comunque a richiesta anche di una delle Parti firmatarie del presente Protocollo.
I soggetti responsabili del funzionamento dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia, inoltre, provvederanno a:
a) comunicare alle famiglie e ai lavoratori delle strutture, tramite i canali di diffusione ordinariamente utilizzati, le determinazioni finali sulle procedure di contenimento del rischio di contagio;
b) promuovere ed attivare la formazione, anche in modalità on-line, sull’uso dei DPI;
c) attivare la collaborazione istituzionale con il Ministero della salute, il Commissario straordinario e l’Autorità garante per la protezione dei dati personali, affinché si dia l’opportunità di svolgere test diagnostici per tutto il personale, incluso l’eventuale personale supplente, in concomitanza con l’inizio delle attività educative e didattiche. Saranno adottati i criteri di:
I. volontarietà di adesione al test;
II. gratuità dello stesso;
III. svolgimento dei test presso le strutture di medicina di base.
d) fornire tempestivamente ulteriori approfondimenti sugli alunni con disabilità con particolare riferimento a quanto indicato nel paragrafo 9 “Disabilità e inclusione” del Documento di Indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’Infanzia.

Esoneri contributivi e decontribuzione al Sud: una breve analisi delle misure introdotte dal D.L. Agosto

In appresso una breve analisi sulle agevolazioni alle assunzioni e sulla decontribuzione introdotte dal D.L. Agosto, in favore delle aziende che non facciano ricorso agli ammortizzatori sociale per causale COVID-19, di quelle che effettuino assunzioni con contratto a tempo indeterminato ovvero assunzioni, anche a termine, nel settore turistico, nonché delle aziende aventi la sede di lavoro in regioni che nel 2018 presentavano un PIL pro-capite inferiore al 75% della media europea ed un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale.

Ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedano i trattamenti di integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e di assegno ordinario previsti dal D.L. Agosto, e che abbiano già fruito, nei mesi di maggio e giugno 2020, dei trattamenti di integrazione salariale per causale COVID (artt. da 19 a 22-quinquies, D.L. n.18/2020), è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, fermo restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail (art. 3, D.L. n. 104/2020). L’esonero può essere riconosciuto anche ai datori di lavoro che hanno già richiesto periodi di integrazione salariale (artt. da 19 a 22-quinquies, D.L. n. 18/2020), collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020. L’esonero spetta per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 dicembre 2020, e comunque nei limiti del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei predetti mesi di maggio e giugno 2020. Il beneficio è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta. Ai datori di lavoro che beneficino o abbiano beneficiato dell’esonero in parola, si applicano i divieti di avvio delle procedure di licenziamento collettivo (artt. 4, 5 e 24, L. 23 luglio 1991, n. 223) e di recesso dal contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo (art. 3, L. 15 luglio 1966, n. 604). La violazione comporta la revoca dall’esonero contributivo con efficacia retroattiva e l’impossibilità di presentare domanda di integrazione salariale. Tanto rappresentato, trattandosi di aiuto di Stato, si evidenzia come l’operatività della misura sia subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.
Ancora, ai datori di lavoro, con esclusione del settore agricolo, che dal 15 agosto 2020 al 31 dicembre 2020 effettuino assunzioni con contratto lavoro subordinato a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico, è riconosciuto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, fermo restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail (art. 6, D.L. n. 104/2020). L’esonero è riconosciuto anche nei casi di trasformazione del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, successiva alla data del 15 agosto 2020. Sono esclusi dal campo di applicazione della misura, i lavoratori che abbiano avuto un contratto a tempo indeterminato nei 6 mesi precedenti all’assunzione presso la medesima impresa. L’esonero spetta per un periodo massimo di 6 mesi decorrenti dall’assunzione, nel limite massimo di un importo pari a 8.060,00 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile. Il beneficio è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta.
La predetta agevolazione è riconosciuta con le medesime modalità e nel medesimo arco temporale limitatamente al periodo dei contratti stipulati e comunque sino ad un massimo di 3 mesi, per le assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali (art. 7, D.L. n. 2020). In caso di conversione dei detti contratti in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, successiva al 15 agosto 2020, l’esonero è riconosciuto per un periodo massimo di 6 mesi decorrenti dall’assunzione. Ciò premesso, anche la suddetta agevolazione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.
Infine, allo scopo di contenere gli effetti sull’occupazione determinati dalla epidemia in aree caratterizzate da grave situazioni di disagio socio-economico e di garantire la tutela dei livelli occupazionali, ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico, è riconosciuta, con riferimento ai rapporti di lavoro dipendente, la cui sede di lavoro sia situata in regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75% della media EU27 o comunque compreso tra il 75% e il 90%, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale, un esonero dal versamento dei contributi pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali dovuti dai medesimi, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’Inail (art. 27, D.L. n. 104/2020). Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. L’agevolazione è concessa dal 1° ottobre al 31 dicembre 2020, previa autorizzazione della Commissione europea.