Premio di risultato 2020 per le BCC friulane

02 ott 2020 Siglato il 22/9/2020, tra la Federazione e la FABI, la FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, l’accordo sul premio di risultato 2020 per i Quadri direttivi e per il personale delle Aree professionali delle BCC/CRA del Friuli Venezia Giulia.

Il Premio, fermo restando quanto stabilito dai successivi articoli del presente accordo, dovrà essere pagato, sotto forma di una tantum, entro i mese di ottobre 2020, al personale che – in servizio nel mese di erogazione – avrà prestato attività lavorativa, anche a tempo determinato o con contratto di somministrazione, nel corso dell’anno di misurazione.
Le Parti, riconoscono ai dipendenti delle BCC aderenti alla Federazione, nonché ai dipendenti della medesima, che abbiano reddito IRPEF inferiore a Euro 80.000,00 e per un importo fino a Euro 3.000,00, la possibilità di optare per una delle forme di Welfare aziendale di seguito precisate, in sostituzione in tutto o in parte delle somme spettanti a titolo di Premio di Risultato.
Le somme relative al piano welfare sono quelle relative a spese effettuate dal dipendente per sé o per i propri familiari, ai sensi dell’art. 12 del D.P.R. n. 917/1986.1 lavoratori, pertanto, potranno, a titolo esemplificativo:
– istruzione di figli (testi scolastici, rette, tasse di frequenza, mense),
– cura dei familiari (baby sitter, badanti, campus scolastici, baby parking, ludoteche, centri diurni, case di cura e di riposo),
– sport e benessere (palestre, piscine, centri sportivi e termali, centri medici e dentistici),
– tempo libero (viaggi, parchi tematici, spettacoli),
– cultura e formazione (corsi di lingue, del tempo libero, personali e professionali),
– buoni acquisto,
– trasporto pubblico,
– previdenza.
Al riguardo si precisa che le prestazioni e i servizi sopra elencati verranno erogati attraverso lo strumento del rimborso o del voucher o del versamento in previdenza, sulla base di quanto dispone la normativa di riferimento.
A tal fine i dipendenti interessati potranno esprimere la loro scelta entro il 10/10/2020 direttamente sul portale di Welfare aziendale della Banca. Qualora il lavoratore non dovesse effettuare alcuna scelta, il Premio verrà erogato in denaro.
Verranno previsti specifici momenti formativi in materia di Welfare al fine di permettere ai dipendenti di svolgere delle scelte informate e consapevoli.
Coloro i quali abbiano scelto di destinare il Premio di Risultato al Welfare Aziendale avranno tempo fino al 15/9/2021 per utilizzare tali somme. Scaduto inutilmente tale termine, l’eventuale residuo verrà versato, a cura della Banca, direttamente al Fondo Pensione Nazionale.
Le somme relative alle prestazioni e ai beni e/o servizi sopra richiamati non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente, nel rispetto dei limiti indicati al comma 2 e all’ultimo periodo del comma 3 dell’art. 51 del DPR n. 917/1986 (TUIR).
Per i dipendenti che non opzioneranno la conversione del Premio di Risultato in Welfare, le somme da erogare a titolo di Premio di Risultato verranno pagate con la mensilità di ottobre 2020.
In caso di opzione per il versamento del Premio di Risultato per la fruizione dei servizi welfare, I azienda aggiungerà un contributo a proprio carico del 20% dell’importo stesso.
Con particolare riferimento al personale in forze alla Federazione nel 2019, stante le delibere del Consiglio di Amministrazione che assicurano la corresponsione del Premio a tutti gli ex-dipendenti che hanno preso servizio presso le Capogruppo ovvero presso le BCC aderenti alla Federazione, il medesimo verrà erogato solamente nella forma dell’uno tantum a ottobre 2020.
Le Parti, al fine di favorire l’utilizzo del welfare aziendale, convengono in via straordinaria ed eccezionale che le BCC/CRA, che dal calcolo del PDR ottenessero un premio medio inferiore ai 500,00 Euro e comunque hanno migliorato nel bilancio 2019 rispetto al bilancio 2018 le voci di Raccolta Indiretta, Impieghi e Totale Attivo, il premio venga aumentato del 100%.

BCC/CRA

Totale premio da erogare 2019

Media premio x dip. 2019

Maggiorazione straordinaria

Credifriuli 477.008 2691  
Prima Cassa FVG 216.576 490 960
Banca TER FVG 299.567 1275  
Udine 107.041 1390  
Pordenonese 222.549 1021  
Friulovest 206.590 1435  
Cassa Rurale FVG 126.127 497 994
Staranzano e Villesse 199.856 1.617  
Turriaco 26.896 1.313  
Carso ZKB 68.398 323 645
Totale da erogare 1.952.610 1.226 1.371
Federazione delle BCC del Friuli Venezia Giulia      
Premio totale   4.904  
Dipendenti (FTE)   4  

Piano voucher sulle famiglie a basso reddito

Il Piano voucher per famiglie meno abbienti è un intervento di sostegno alla domanda per garantire la fruizione di servizi di connessione ad internet in banda ultra larga da parte delle famiglie con ISEE inferiore ai 20.000 euro. Il Mise promuove il Piano voucher per famiglie meno abbienti ed affida la realizzazione delle relative attività ad Infratel Italia S.p.a. (MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – Decreto 07 agosto 2020)

Beneficiari

Le famiglie con ISEE inferiore ai 20.000 euro è riconosciuto un contributo massimo di 500 euro, sotto forma di sconto, sul prezzo di vendita dei canoni di connessione ad internet in banda ultra larga per un periodo di almeno dodici mesi e, ove presenti, dei relativi servizi di attivazione, nonché per la fornitura dei relativi dispositivi elettronici (CPE) e di un tablet o un personal computer.
Il contributo è erogato, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, per la fornitura di servizi di connettività ad almeno 30 Mbit/s in download alle famiglie che non detengono alcun contratto di connettività, ovvero che detengono un contratto di connettività a banda larga di base, da intendersi, ai fini del presente decreto, come inferiore a 30Mbit/s in download.
E’ riconosciuto un solo contributo per ciascun nucleo familiare presente nella medesima unità abitativa.
Nel caso in cui l’unità abitativa sia servita da più di un’infrastruttura a banda ultra larga, i beneficiari del contributo devono stipulare contratti per i servizi di massima velocità di connessione ivi disponibili, potendo a tal fine rivolgersi sia all’operatore che gli fornisce il servizio tramite il contratto vigente al momento della richiesta del contributo, sia ad altro operatore.
E’ ammessa la possibilità di stipulare un nuovo contratto di connessione utilizzando il valore del contributo che residua al momento del recesso dal precedente contratto stipulato avvalendosi del contributo, purché il nuovo contratto garantisca livelli di servizio pari almeno a quelli previsti da quello precedente e senza che il recesso da quest’ultimo comporti costi a carico del beneficiario.
Il contributo non può essere concesso per l’attribuzione del solo tablet o personal computer, in assenza della sottoscrizione dei contratti sopra indicati.
Al fine di garantire coerenza del Piano con eventuali previi interventi regionali, i contributi potranno essere erogati anche tenendo conto di situazioni specifiche di singole Regioni correlate a condizioni più svantaggiate di determinate aree territoriali, sulla base di apposite convenzioni da stipulare con le regioni.
I servizi di cui sopra possono essere offerti da tutti gli operatori che forniscono, a qualsiasi titolo, servizi internet su reti a banda larga ad almeno 30 Mbit/s in download.

Durata

Il Piano voucher per famiglie meno abbienti avrà durata fino ad esaurimento delle risorse, comunque non oltre un anno dall’avvio dell’intervento.

Modalità di attuazione

Il Ministero dello sviluppo economico affida ad Infratel Italia S.p.a., soggetto attuatore della Strategia nazionale per la banda ultra larga, tramite convenzione, lo svolgimento delle attività relative, tra l’altro, alla realizzazione e tenuta del portale telematico, alle verifiche , alle procedure relative ai rimborsi da riconoscere agli operatori.
Per la realizzazione del Piano, la Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali stipula con il soggetto attuatore Infratel Italia S.p.a. un’apposita convenzione corredata da un disciplinare di rendicontazione e da un disciplinare tecnico contenente il manuale operativo, che costituiranno parte integrante della convenzione, approvata con decreto del direttore generale della predetta Direzione
.

Registrazione degli operatori commerciali

Gli operatori che intendano offrire i servizi di connettività nell’ambito del Piano voucher per famiglie meno abbienti, devono iscriversi in un apposito Elenco, a partire da trenta giorni dalla data di operatività di un portale telematico messo a disposizione da Infratel Italia S.p.a..
Le offerte commerciali devono essere trasmesse ad Infratel Italia S.p.a. tramite il portale telematico, nell’ambito del quale è attribuito, a ciascuna offerta, un codice identificativo. Gli operatori si impegnano a garantire l’aggiornamento sistematico nel portale telematico delle eventuali successive modifiche apportate a dette offerte.

Procedura per il riconoscimento del contributo

Ai fini della fruizione del contributo, il beneficiario presenta presso qualsivoglia canale di vendita reso disponibile dagli operatori registrati nell’elenco, apposita richiesta corredata dalla copia del proprio documento di identità in corso di validità e da una dichiarazione sostitutiva, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante che il valore dell’ISEE relativo al nucleo familiare di cui fa parte non supera i 20.000 euro e che i componenti dello stesso nucleo, per la medesima unità abitativa, non hanno già fruito del contributo.
L’operatore, per ogni richiesta di contributo ricevuta, inserisce sul portale telematico messo a disposizione da Infratel Italia S.p.a.:
a. il codice fiscale e gli estremi del documento d’identità del beneficiario;
b. la dichiarazione relativa al valore dell’ISEE del proprio nucleo di appartenenza;
c. il codice identificativo dell’offerta cui il beneficiario intende aderire;
d. le caratteristiche tecniche del tablet o del personal computer incluso nell’offerta;
e. copia del contratto stipulato con il beneficiario.
L’operatore, una volta attivato il servizio di connessione ad internet presso l’unità abitativa del beneficiario, trasmette, tramite il portale, il verbale di consegna firmato dal beneficiario, da cui emerga l’avvenuta attivazione del servizio e l’avvenuta consegna del tablet o del personal computer, nonché il documento di attestazione del livello di servizio misurato.
Entro sessanta giorni dal ricevimento della documentazione, Infratel Italia S.p.a. provvede a versare sul conto dedicato dell’operatore l’ammontare totale del contributo per ciascun beneficiario, al netto della trattenuta del 5%, a garanzia del corretto svolgimento delle attività di erogazione del servizio. La somma trattenuta a titolo di garanzia sarà restituita, previo espletamento delle opportune verifiche da parte di Infratel Italia S.p.a. e, in ogni caso, entro il termine del periodo di vigenza del Piano disciplinato dal presente decreto.

Istruzioni e controlli

Le istruzioni operative per la fruizione dei contributi da parte dei beneficiari e il manuale operativo relativo agli adempimenti richiesti agli operatori sono pubblicate sui siti internet istituzionali del Ministero dello sviluppo economico e di Infratel Italia S.p.a. entro trenta giorni dalla data di emanazione del presente decreto.
Il Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi a tal fine di Infratel Italia S.p.a., procede alla verifica a campione della sussistenza dei requisiti necessari per beneficiare del contributo, nonché della veridicità e correttezza delle offerte commerciali dei fornitori di servizi di connessione ad internet a banda ultra larga, anche al fine di notificare gli esiti di tali verifiche alle autorità competenti.
I soggetti ammessi al contributo nei confronti dei quali venga accertata l’insussistenza dei requisiti decadono dal beneficio loro riconosciuto.
Il mancato rispetto delle previsioni del presente decreto, nonché di quelle contenute nel Manuale operativo da parte degli operatori che offrono servizi di connessione ad internet a banda ultra larga ne determina l’esclusione dal Piano voucher per famiglie meno abbienti.

Ecobonus: cessione della detrazione in presenza di più fornitori

In caso di cessione del credito d’imposta corrispondente alla detrazione maturata per interventi di efficienza energetica (cd. “ecobonus”), l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in presenza di diversi fornitori, il singolo fornitore può acquisire a titolo di cessione l’intero ammontare delle detrazioni “ecobonus” maturate dal cedente, a nulla rilevando la circostanza che parte del credito acquisito sia relativo ad interventi effettuati da altri fornitori che hanno rinunciato ad acquisire il credito. (Agenzia Entrate – risposta 01 ottobre 2020, n. 425).

Per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica, in luogo della detrazione, i soggetti beneficiari possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito.

Tale possibilità di cedere il credito, originariamente circoscritta ai soli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali è stata estesa, a partire dal 1° gennaio 2018 a tutti gli interventi di riqualificazione energetica, quindi anche

Con precedente documento di prassi, l’Agenzia delle Entrate ha individuato i seguenti soggetti in favore dei quali può essere effettuata la cessione del credito:

– fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi agevolabili;

– altri soggetti privati, per tali intendendosi, oltre alle persone fisiche, anche i soggetti che esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, anche in forma associata (società ed enti);

– banche e intermediari finanziari nelle sole ipotesi di cessione del credito effettuate dai soggetti che ricadono nella no tax area.

Con successivo provvedimento è stato invece chiarito che in presenza di diversi fornitori, la detrazione cedibile è commisurata all’importo complessivo delle spese sostenute nel periodo di imposta nei confronti di ciascun fornitore.

Con quanto appena rappresentato, è stato disciplinata l’ipotesi in cui la cessione venga disposta in favore di più fornitori precisando che la stessa deve essere, in ogni caso, nel suo ammontare massimo commisurata alle spese sostenute nel periodo per evitare duplicazioni e senza in alcun modo limitare la facoltà di cessione ai singoli fornitori (potenziali cessionari) sulla base del valore dei beni e servizi forniti.

Pertanto, in presenza di diversi fornitori, il singolo fornitore può acquisire a titolo di cessione l’intero ammontare delle detrazioni “ecobonus” maturate dal cedente, a nulla rilevando la circostanza che parte del credito acquisito sia relativo ad interventi effettuati da altri fornitori che hanno rinunciato ad acquisire il credito.

Proroga termini moratoria Covid-19 dei finanziamenti agevolati

Chiarimenti sulla proroga termini della moratoria dei finanziamenti agevolati FCS – FIT – PIA Innovazione previsti per le PMI, dei finanziamenti agevolati “Nuova Marcora”, delle agevolazioni per le imprese già confiscate o sequestrate alla criminalità organizzata e dei finanziamenti agevolati a vittime di mancati pagamenti (Ministero dello Sviluppo Economico – Circolare 22 settembre 2020, n. 240338 e Comunicati 29 settembre 2020).

Pertanto, per le imprese ammesse, alla data del 15 agosto 2020 (data di entrata in vigore del D.L. n. 104/2020), alle misure di sostegno previste dalla Circolare ministeriale n. 146549 del 18/05/2020, la proroga della moratoria già ammessa fino al 30/09/2020, opera automaticamente fino al 31/01/2021 senza alcuna formalita` e senza oneri aggiuntivi, salva l’ipotesi di rinuncia espressa da parte dell’impresa beneficiaria, da far pervenire al soggetto gestore/finanziatore entro il termine del 30 settembre 2020.
Le imprese che alla data del 15 agosto 2020, presentano esposizioni comprese nel periodo 01/02/2020-31/12/2020, e per le quali non è stata ancora richiesta alcuna moratoria, possono essere ammesse, nel rispetto dei requisiti, entro il 31 dicembre 2020, alle predette misure di sostegno finanziario presentando una apposita istanza. Nello specifico:
per progetti presentati in ambito FCS: l’impresa che per la rata con scadenza al 30/06/2020 aveva usufruito della sospensione del pagamento fino al 30/09/2020, ora avrà la scadenza prorogata automaticamente al 31/01/2021 senza nessun aggravio di ulteriori costi, fatta salva la richiesta di rinuncia. Se invece l’impresa, alla data del 15 agosto 2020, presenta una rata (30/06/2020) per la quale non sia stata precedentemente richiesta nessuna moratoria, può presentare richiesta di moratoria senza nessun aggravio o costi aggiuntivi. Allo stesso modo, l’impresa può presentare la richiesta di moratoria anche per la rata in scadenza il 31/12/2020, che potrà pertanto essere pagata entro il 31/01/2021 senza oneri aggiuntivi. Restano ferme le attuali disposizioni relative alla revoca per morosità pluriannuale;
per i progetti presentati in ambito FIT e PIA Innovazione: l’impresa che ha gia` usufruito della sospensione del pagamento di una rata fino al 30/09/2020, ora avrà la scadenza prorogata automaticamente al 31/01/2021 senza nessun aggravio di ulteriori costi, fatta salva la richiesta di rinuncia. L’impresa, invece, che alla data del 15 agosto 2020, presenta esposizioni comprese nel periodo 01/02/2020-31/12/2020, e per le quali non è stata ancora richiesta alcuna moratoria, può essere ammessa, nel rispetto dei requisiti, entro il 31 dicembre 2020, alle predette misure di sostegno finanziario presentando una apposita istanza. Restano ferme le attuali disposizioni relative alla revoca per morosità pluriannuale.
La richiesta di rinuncia alla nuova moratoria o la nuova richiesta di accesso alla moratoria fino al 31/01/2021 dovrà essere inoltrata dai soggetti beneficiari unicamente al Soggetto gestore e dovrà, altresì, come già previsto dal comma 3 dell’ ex articolo 56 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 al 31/01/2021, contenere la dichiarazione, ai sensi dell’articolo 47 del D.P.R. 445/2000, “di aver subito in via temporanea carenze di liquidita` quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19”.

Per far fronte allo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza dell’epidemia da COVID-19, è prevista la possibilità di sospendere:
– il rimborso delle rate dei finanziamenti agevolati per le imprese già confiscate o sequestrate alla criminalità organizzata;
– il rimborso delle rate dei finanziamenti agevolati concessi alle vittime di mancati pagamenti;
– il rimborso delle rate dei finanziamenti agevolati concessi relativi alla “Nuova Marcora”.
Pertanto, tutte le rate successive al 30 novembre 2020 saranno conseguentemente dilazionate (dal 31 maggio 2021 al 31 luglio 2021 e così via). Detta istanza dovrà essere presentata anche dalle imprese che hanno già usufruito della proroga al 30 settembre 2020 di tutte le rate di rimborso dei finanziamenti scadenti antecedentemente a tale data, qualora intendano beneficiare dell’estensione della proroga al 31 gennaio 2021. Di conseguenza, tutte le rate successive al 30 settembre 2020 saranno dilazionate (dal 30 marzo 2021 al 31 luglio 2021 e così via). L’impresa che intende richiedere la sospensione della rata e la dilazione del piano di rimborso deve trasmettere apposita richiesta di sospensione unitamente ad una dichiarazione resa ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 445/2000, con la quale si attesta “di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19”.

Affitto d’azienda: requisiti di accesso al contributo a fondo perduto covid-19

Nell’ipotesi di affitto d’azienda, ai fini della verifica dei requisiti stabiliti per il riconoscimento del contributo a fondo perduto covid-19 previsto in favore di imprese e professionisti, è necessario tener conto dei valori riferibili all’azienda oggetto del trasferimento, sia per la determinazione della soglia massima ricavi o compensi sia per il calcolo della riduzione di fatturato (Agenzia delle Entrate – Risposta 2 ottobre 2020, n. 426)

Il caso esaminato dall’Agenzia delle Entrate riguarda la seguente ipotesi:
La società Alfa (dante causa) ha concesso in affitto l’intera azienda alla società Beta (avente causa) con effetto dal 1° gennaio 2020.
Entrambe le società intendono fruire del “contributo a fondo perduto covid-19”.
Considerando che:
– la società Alfa era operativa nel 2019 e presenta per tale annualità ricavi complessivi superiori a euro 400.000 e non superiori a euro 1.000.000, e rileva una riduzione del fatturato nel mese di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019 superiore ai due terzi;
– la società Beta risulti costituita nel 2019 ma sia operativa dal 1° gennaio 2020; per il 2019, quindi, presenta ricavi complessivi inferiori a euro 400.000, e un incremento del fatturato nel mese di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019.

Quali sono le modalità di determinazione della soglia di accesso al contributo e di calcolo della riduzione del fatturato per il riconoscimento del contributo a fondo perduto covid-19?

DISCIPLINA DEL CONTRIBUTO

Con il “Decreto Rilancio” (art. 25 del D.L. n. 34 del 2020) è stato introdotto un contributo a fondo perduto, erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate e destinato ai soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid 19”.
In particolare, il contributo è riconosciuto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA.

Ai fini dell’accesso al contributo devono sussistere le seguenti condizioni:
– nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 19 maggio 2020 (1° gennaio 2019 – 31 dicembre 2019 per i soggetti con periodo d’imposta coincide con l’anno solare), l’ammontare dei ricavi derivanti dalla gestione caratteristica, o i compensi derivanti dall’esercizio di arti o professioni, non siano superiori a 5 milioni di euro (ammontare ricavi o compensi);
– l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 (riduzione di fatturato).

La misura del contributo spettante è differenziata in relazione all’ammontare dei ricavi o compensi ed è calcolata in percentuale sulla riduzione di fatturato:
– 20 % per i soggetti che presentano un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 400 mila euro;
– 15% per i soggetti che presentano un ammontare di ricavi o compensi superiore a 400 mila euro e non superiore a 1 milione di euro;
– 10% per cento per i soggetti che presentano un ammontare di ricavi o compensi superiore a 1 milione di euro e non superiore a 5 milioni di euro.

CHIARIMENTI DEL FISCO

Ai fini del contributo, l’operazione di affitto dell’intera azienda perfezionata nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 30 aprile 2020, produce effetti sia in relazione alle modalità di determinazione della soglia massima ricavi o compensi sia per quanto concerne il calcolo della riduzione del fatturato (al pari di operazioni di riorganizzazione aziendale).
In particolare, sia l’ammontare dei ricavi o compensi, sia la riduzione del fatturato, vanno determinati per entrambi i soggetti coinvolti nel contratto di affitto, avendo riguardo anche all’ammontare dei ricavi e del fatturato direttamente riferibili all’azienda oggetto del contratto d’affitto. Pertanto, nel caso esaminato:

– la società Beta (avente causa del contratto d’affitto), determina la soglia di accesso al contributo (ammontare dei ricavi del 2019), includendo l’ammontare dei ricavi riferibili all’azienda ricevuta in affitto; inoltre, per il calcolo della riduzione del fatturato, deve confrontare i dati riferibili ai due periodi di riferimento (aprile 2020 – aprile 2019) considerando oltre al proprio fatturato quello relativo all’azienda trasferita per i periodi di riferimento;

– la società Alfa (dante causa del contratto d’affitto), determina la soglia di accesso al contributo, (ammontare dei ricavi del 2019), elidendo dai propri ricavi quelli riferibili all’azienda data in affitto; inoltre, per il calcolo della riduzione del fatturato, deve confrontare i dati riferibili ai due periodi di riferimento (aprile 2020-aprile 2019) depurando il proprio fatturato degli importi relativi all’azienda trasferita.