Approvati i modelli 2019 per la dichiarazione IVA

Con il Provvedimento n. 10659 del 15 gennaio 2019, l’Agenzia delle Entrate ha approvato i modelli 2019 per la dichiarazione annuale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per l’anno 2018: “Modello IVA/2019” e “Modello IVA-BASE/2019”.

APPROVAZIONE DEI NUOVI MODELLI

Al fine di adeguare la struttura e il contenuto del modello di dichiarazione in materia di imposta sul valore aggiunto alla vigente normativa, è stato approvato il modello di “Dichiarazione IVA/2019” (con le relative istruzioni di compilazione), concernente la dichiarazione relativa all’anno 2018 da presentare nel 2019. Con lo stesso provvedimento è stato approvata, altresì, una versione semplificata del modello di dichiarazione annuale – “Dichiarazione IVA-BASE/2019” che può essere utilizzato, in alternativa al modello “IVA/2019”, dai soggetti che nel corso del 2018 hanno determinato l’IVA secondo le regole generali previste dalla disciplina in materia.

MODALITÀ E TERMINI DI PRESENTAZIONE

La dichiarazione IVA relativa all’anno 2018, sia con “modello IVA/2019” sia con “modello IVA-BASE/2019” deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate esclusivamente per via telematica, nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2019; a tal fine può essere trasmessa:
a) direttamente dal dichiarante (utilizzando i servizi telematici Fisconline o Entratel);
b) tramite un intermediario abilitato (dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali, consulenti del lavoro, avvocati, revisori contabili, CAF, tributaristi, ecc.);
c) tramite altri soggetti incaricati (per le Amministrazioni dello Stato);
d) tramite società appartenenti al gruppo.
La dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. La prova della presentazione della dichiarazione è data dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata sempre per via telematica.

DICHIARAZIONE IVA SEMPLIFICATA

Possono optare per l’utilizzo del modello “IVA-BASE/2019” i soggetti Iva, sia persone fisiche che soggetti diversi dalle persone fisiche, che nel corso dell’anno:
– hanno determinato l’imposta dovuta o l’imposta ammessa in detrazione secondo le regole generali previste dalla disciplina Iva e, pertanto, non hanno applicato gli specifici criteri dettati dai regimi speciali Iva;
– hanno effettuato in via occasionale cessioni di beni usati e/o operazioni per le quali è stato applicato il regime per le attività agricole connesse;
– non hanno effettuato operazioni con l’estero (cessioni ed acquisti intracomunitari, cessioni all’esportazione ed importazioni, ecc.);
– non hanno effettuato acquisti ed importazioni senza applicazione dell’imposta avvalendosi dell’istituto del plafond;
– non hanno partecipato ad operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive.

ESONERO DALL’OBBLIGO DI PRESENTAZIONE

Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA:
– i soggetti che hanno registrato esclusivamente operazioni esenti, nonché coloro che si sono avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e di registrazione e hanno effettuato soltanto operazioni esenti;
– i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario;
– i contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità;
– i produttori agricoli esonerati dagli adempimenti;
– gli esercenti attività di organizzazione di giochi, di intrattenimenti e di spettacolo;
– le imprese individuali che abbiano dato in affitto l’unica azienda e non esercitino altre attività rilevanti agli effetti dell’IVA;
– i soggetti passivi d’imposta non residenti e senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato o loro rappresentante fiscale, se sono state effettuate soltanto operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta;
– le associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per il regime di esonero.

NOVITÀ DEI MODELLI 2019

Riguardo alla compilazione del modello di dichiarazione IVA annuale, ecco le principali novità:
– QUADRO VA: nella sezione 2 è stato introdotto il rigo VA16 riservato ai contribuenti che a partire dal 1° gennaio 2019 partecipano a un Gruppo IVA. La casella 1 deve essere barrata per comunicare che si tratta dell’ultima dichiarazione annuale IVA precedente l’ingresso nel Gruppo IVA.
– QUADRO VX: nel rigo VX2 è stato inserito il campo 2, riservato ai soggetti che a partire dal 1° gennaio 2019 partecipano a un Gruppo IVA. Nel nuovo campo va indicata la parte dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione, pari all’ammontare dei versamenti IVA effettuati con riferimento al 2018, che deve essere trasferita al Gruppo IVA dal 1° gennaio 2019.
– QUADRO VO: nel rigo VO34 è stata inserita la casella 3, che deve essere barrata dai contribuenti che avendo optato, nel corso del 2015 per l’applicazione del regime fiscale di vantaggio, revocano la scelta effettuata e accedono, dal 2018, al regime forfetario.
– QUADRO VG: nella sezione 1, righi da VG2 a VG4, è stata introdotta la casella 7 “Soggetto estero”. Nella sezione 2 è stata introdotta la casella 6 “Soggetto estero”. Le nuove caselle devono essere barrate nel caso in cui il soggetto non residente che detiene il controllo sia privo di una posizione IVA nel territorio dello Stato.
– PROSPETTO IVA 26/PR: nel quadro VY, rigo VY2, è stato inserito il campo 2, riservato ai soggetti che a partire dal 1° gennaio 2019 partecipano a un Gruppo IVA. Nel nuovo campo va indicata la parte dell’eccedenza detraibile risultante dal prospetto, pari all’ammontare dei versamenti IVA effettuati con riferimento al 2018, che deve essere trasferita dalla controllante al Gruppo IVA dal 1° gennaio 2019. Nel rigo VY4 è stato introdotto il nuovo campo 3 “Gruppo IVA art. 70-bis”. La casella del predetto campo deve essere barrata dalla controllante che a partire dal 1° gennaio 2019 partecipa a un Gruppo IVA e intende chiedere a rimborso la parte dell’eccedenza detraibile risultante dal presente prospetto, per la quota che non deve essere trasferita al Gruppo medesimo.

Il Fisco pubblica il modello 730/2019

In arrivo il modello 2019 della dichiarazione 730 con le relative istruzioni (Agenzia delle entrate – provvedimento n. 10652 del 15/1/2019).

Di seguito alcune delle novità del nuovo modello 730/2019:
– Deduzione erogazioni liberali a favore delle ONLUS, OV e APS: il Codice del Terzo settore prevede che le liberalità in denaro o in natura erogate a favore degli enti del Terzo settore non commerciali sono deducibili dal reddito complessivo netto del soggetto erogatore nel limite del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato. Qualora detto importo sia di ammontare superiore al reddito complessivo dichiarato, diminuito di tutte le deduzioni, l’eccedenza può essere computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il quarto, fino a concorrenza del suo ammontare.
– Ulteriori spese per cui spetta la detrazione del 19 per cento: è possibile detrarre dall’Irpef le spese per abbonamento trasporto pubblico per un importo non superiore a 250 euro; le spese per assicurazione contro eventi calamitosi; le spese sostenute in favore dei minori o di maggiorenni, con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici.
– Detrazione per erogazioni liberali a favore delle ONLUS, APS: è possibile detrarre il 30 per cento degli oneri sostenuti per le erogazioni liberali in denaro o in natura a favore delle Onlus e delle associazioni di promozione sociale, per un importo complessivo in ciascun periodo d’imposta non superiore a 30.000 euro. L’aliquota di detrazione è elevato al 35 per cento degli oneri sostenuti dal contribuente, qualora l’erogazione liberale sia a favore di organizzazioni di volontariato.
– Detrazione contributi associativi alle società di mutuo soccorso: è innalzato a 1.300 euro il limite di detrazione dei contributi associativi alle società di mutuo soccorso.
– Sistemazione a verde: è possibile portare in detrazione dall’Irpef le spese sostenute per la sistemazione a verde delle unità immobiliari e anche quelle sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali.
– Spese per interventi finalizzati al risparmio energetico: sono state introdotte nuove tipologie di interventi agevolabili con aliquota di detrazione al 65 per cento o con aliquote dell’80 o dell’85 per cento.
– Tassazione R.I.T.A.: da quest’anno il percettore della rendita temporanea anticipata ha facoltà di avvalersi in dichiarazione della tassazione ordinaria in luogo di quella sostitutiva applicata dal soggetto erogatore.
– Deduzione premi e contributi versati alla previdenza complementare dei dipendenti pubblici: a decorrere dal 1° gennaio 2018, ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, si applicano le medesime disposizioni previste per i dipendenti privati riguardo la deducibilità dei premi e contributi versati per la previdenza complementare.
– Ristrutturazioni: dal 21 novembre 2018, per alcuni interventi, va effettuata la comunicazione all’ENEA.

Firmato il Patto per la Ricostruzione e lo sviluppo delle Marche

16 gen 2019 Siglato il 10/12/2018, tra la REGIONE MARCHE e le Parti Sociali, il Patto per la Ricostruzione e lo sviluppo della Regione Marche.

La Regione Marche, in seguito agli eventi sismici iniziati nell’agosto 2016, pone ai centro della sua azione di governo, così come sollecitato dalle Parti Sociali, la definizione di un Patto per la ricostruzione e lo sviluppo della regione tra le principali componenti della società regionale che avrà una prospettiva temporale di almeno 10 anni.
Il Patto per la Ricostruzione e lo Sviluppo della Regione Marche è il documento strategico, risultato di un confronto con le parti sociali con il coinvolgimento del mondo dell’università e della ricerca, volto a individuare e rispondere con il massimo grado di efficienza alle necessita manifestate dai territori colpiti dagli eventi sismici del Centro Italia, nonché a veicolare in ambito nazionale ed europeo, il sistema dei bisogni espressi dal territorio e dalle comunità e quello delle risposte necessarie e delle strategie conseguenti.
La ricostruzione del territorio, in seguito al sisma del Centro Italia, non può infatti essere esclusivamente una ricostruzione fisica e materiale dei danni subiti, ma anche una ricostruzione economica e sociale il cui sviluppo determinerà il futuro dell’intero “sistema regione”:
– creando (o recuperando) le condizioni per la resilienza delle popolazioni residenti e, nei territori del cratere, per un rientro nei comuni di provenienza di coloro che sono stati costretti ad allontanarsene;
– sostenendo le attività economiche, e l’attrazione di investimenti e nuove imprese, coi particolare riferimento a quelle maggiormente coerenti con un’idea di sviluppo dell’area che sappia essere, al tempo stesso, compatibile con la tutela dell’ambiente e consapevole;
– riconoscendo, tutelando e valorizzando le risorse disponibili, per farne veicolo di crescita, attrattività e sviluppo economico.
La comune sintesi di quanto emerso dalle indagini consente di individuare alcune “aree integrate di intervento”.
– Area 1 – SERVIZI ALLA COESIONE SOCIALE
– Area 2 – COMPETITIVITA’ ED INNOVAZIONE NEI SISTEMI PRODUTTIVI
– Area 3 – GREEN ECONOMY
– Area 4 – SICUREZZA DEL TERRITORIO
– Area 5 – VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO
– Area 6 – MOBILITÀ
– Area 7 – RICERCA E NUOVE COMPETENZE
– Area 8 (trasversale) – TECNOLOGIE E SISTEMI INNOVATIVI, INFRASTRUTTURAZIONE DIGITALE ABILITANTE
Con particolare riferimento al territorio del “cratere” marchigiano del sisma è inoltre molto importante prevedere azioni supplementari che configurino meccanismi di “tutela economica speciale” e predispongano, per le porzioni più deboli, condizioni di maggior favore per intraprendere processi di rivitalizzazione e sviluppo.
Azioni che, oltre alla proroga degli interventi agevolativi derivanti dalla “Zona Franca Urbana” (ZFU) fino a tutto il 2020, prevedano la sperimentazione, su un’area circoscritta territorialmente e caratterizzata da svantaggi strutturali, di un regime paragonabile alle “Zone Economiche Speciali” (ZES) e alle condizioni fiscali delle zone extra-doganali, peraltro ampiamente in uso sia in Italia che in UE a legislazione vigente.

Disciplina dell’una tantum prevista dall’accordo Aeranti-Corallo/Cisal

Le parti firmatarie dell’accordo 25/9/2018 per le imprese radiofoniche e televisive locali forniscono chiarimenti sulla disciplina dell’una tantum

Il giorno 25/9/2018, come già segnalato, tra AERANTI-CORALLO e CISAL, CISAL TERZIARIO, è stato stipulato il rinnovo della parte economica del CCNL scaduto il 31/12/2009, per i lavoratori delle imprese radiofoniche e televisive in ambito locale i lavoratori delle imprese radiofoniche e televisive in  ambito locale (compresi gli operatori locali di rete e i fornitori di contenuti in ambito locale), syndications, agenzie di informazione radiotelevisiva, imprese radiofoniche e televisive satellitari e via internet.
Tale rinnovo ha previsto un aumento retributivo da corrispondere in tre tranche – 1/10/2018, 1/9/2019 e 1/9/2020 – e l’erogazione di un importo a titolo di “una tantum” da erogare in due tranche, la prima a novembre 2018 e la seconda a settembre 2019.
Nel verbale di accordo 25/9/2018, di nuova pubblicazione, vengono chiariti i tempi di copertura e le modalità di erogazione dell’una tantum:

Una tantum per vacanza contrattuale Settore Radiofonico Locale (Importi lordi)

Novembre 2018

Settembre 2019

Livello

Una tantum

Livello

Una tantum

Quadro B 212,28 Quadro B 212,28
1 188,69 1 188,69
2 172,97 2 172,97
3 161,18 3 161,18
4 154,16 4 154,16
5 150,00 5 150,00

Una tantum per vacanza contrattuale Settore Televisivo Locale (Importi lordi)

Novembre 2018

Settembre 2019

Livello

Una tantum

Livello

Una tantum

Quadro A 240,00 Quadro A 240,00
Quadro B 225,00 Quadro B 225,00
1 198,00 1 198,00
2 181,50 2 181,50
3 169,50 3 169,50
4 157,50 4 157,50
5 150,00 5 150,00

Gli importi a titolo di “una tantum” sono dovuti sia ai dipendenti a tempo indeterminato, sia ai dipendenti a tempo determinato.
Tali importi vengono riconosciuti ai lavoratori in forza al 25/9/2018 (data di sottoscrizione dell’accordo) e coprono il periodo di vacanza contrattuale (di 104 mesi) intercorrente tra il 1/1/2010 e il 31/8/2018.
In caso di dipendenti che hanno lavorato solo per una parte di tali 104 mesi, ovvero che hanno prestato o prestino attività lavorativa part-time, l’una tantum deve essere riproporzionata sulla base del periodo e dell’orario di effettivo lavoro.
L’una tantum è dovuta anche agli apprendisti.
Per quanto riguarda le assenze, ai fini del riconoscimento dell’una tantum, vengono escluse solo le aspettative non retribuite.
In caso di intervenuto passaggio di livello o di qualifica, l’una tantum viene riconosciuta in modo proporzionale.

“CU 2019”: online il modello definitivo

Approvato il modello dichiarativo di Certificazione Unica “CU 2019”, relativa all’anno 2018 (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 15 gennaio 2019, n. 10664).

Si evidenziano le seguenti novità:
– nella sezione dati fiscali dati per la eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi, nel punto 21 va indicato il totale delle ritenute d’acconto che il sostituito dovrà esporre nella dichiarazione dei redditi che eventualmente dovrà presentare, al netto delle detrazioni e del credito d’imposta eventualmente riconosciuto per le imposte pagate all’estero a titolo definitivo. Da quest’anno le ritenute indicate in questo punto devono essere esposte al netto del credito riconosciuto a fronte degli interessi dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza relativi all’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE);
– nella sezione detrazioni e crediti, nei punti 379 e 380 bisogna riportare rispettivamente l’ammontare del credito d’imposta annuo APE usufruito che ha trovato capienza nell’ammontare dell’imposta lorda al netto delle detrazioni e del credito d’imposta per le imposte pagate all’estero eventualmente riconosciuto e l’ammontare del credito rimborsato dal sostituto in quanto eccedente l’imposta lorda;
– è stata inserita una nuova sezione “Classificazione di particolari tipologie reddituali” da compilare per dare distinta indicazione di particolari tipologie reddituali per le quali è previsto un inquadramento fiscale non sempre coincidente con quello previdenziale.