Chiarimenti sul recupero dei crediti sulle pensioni

Chiarimenti sul recupero dei crediti sulle pensioni

Fornite indicazioni sul recupero crediti in favore di soggetti terzi mediante trattenute su pensioni e sul recupero crediti per danno erariale a seguito di sentenza di condanna della Corte dei Conti

 

Recupero crediti in favore di soggetti terzi mediante trattenute su pensioni

Tali attività, in presenza di situazioni debitorie di diversa natura a carico dei pensionati, possono concretizzarsi nel recupero dei relativi crediti da parte dell’Istituto, mediante il prelievo diretto di quote di pensione e il versamento delle stesse ai rispettivi creditori.
Posto che titolari del credito possono essere l’INPS o soggetti terzi, in entrambi i casi l’attribuzione all’Istituto del potere impositivo, per effetto del quale viene eseguito il prelievo su pensione, deve sempre trovare la propria fonte in disposizioni di legge o deve essere effettuato in attuazione di provvedimenti dell’Autorità giudiziaria con precisi limiti all’importo delle trattenute applicabili.
Il prelievo può derivare da rapporti fondati su un atto negoziale posto in essere dal titolare della pensione. È il caso dei contratti di finanziamento da estinguersi dietro cessione del quinto della pensione, ovvero della concessione dell’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (c.d. APE volontario.
Il prelievo può altresì essere conseguente a fatti giuridici non di natura negoziale, come nei casi di:
– rapporto di sostituzione tra l’Amministrazione finanziaria e l’Istituto per il prelievo delle imposte a carico del pensionato nella sua qualità di contribuente;
– sentenza di condanna dell’Autorità giudiziaria ovvero ordinanza di assegnazione giudiziale conseguente ai processi di esecuzione forzata presso terzi, in virtù dei quali l’Istituto è chiamato ad adempiere nella qualità di terzo pignorato;
– provvedimento di assegnazione giudiziale di quote di pensione (ad esempio, per corresponsione degli assegni divorzili).

 

Recupero crediti per danno all’erario azionato dall’Amministrazione o Ente creditore da parte dell’INPS

In caso di recupero in via amministrativa, l’Istituto, ove ne ricorrano i presupposti di legge, dispone le ritenute sul trattamento pensionistico del debitore e su quanto a questi spetti a titolo di arretrati di pensione o di trattamento di fine servizio/rapporto, in favore del creditore.
L’Amministrazione o l’Ente pubblico che vanti nei confronti dei pensionati debitori uno o più crediti azionabili mediante tale modalità dovrà trasmettere, esclusivamente a mezzo PEC, una richiesta alle Direzioni regionali e/o di coordinamento metropolitano competenti per territorio e per materia, allegando la documentazione comprovante il diritto a ottenere, per il tramite dell’Istituto, la soddisfazione, anche parziale, della pretesa creditoria.
In particolare, è necessario trasmettere i seguenti elementi informativi:
– dati anagrafici del pensionato debitore;
– codice fiscale del pensionato debitore;
– ogni altra informazione utile a individuare il pensionato debitore;
– importo complessivo da recuperare;
– coordinate bancarie/postali di versamento e relativo codice fiscale/partita IVA dell’intestatario del conto;
– copia della sentenza di condanna munita di formula esecutiva;
– atto dell’Amministrazione procedente indicante la volontà di agire in via amministrativa;
– eventuale piano di rateizzazione del debito, concordato con il debitore e approvato dal Pubblico Ministero competente.
Fissati i limiti e le salvaguardie legali, il recupero potrà subire variazioni in corso di ammortamento qualora sopraggiungano eventi modificativi che possano ridurre o anche azzerare la capienza della prestazione pensionistica dell’interessato o potrà cessare in caso di decesso dello stesso o per effetto di altre cause di eliminazione della prestazione.

Per quanto concerne, inoltre, l’avvio del piano di ammortamento del debito con prelievo su pensione si precisa che, per ragioni di natura tecnico-procedurale correlate ai tempi di lavorazione di tale processo, la trattenuta verrà applicata sul rateo mensile in pagamento compatibilmente con la prima elaborazione utile rispetto alla data di notifica all’INPS della citata istanza, corredata dai documenti comprovanti il diritto al recupero da parte dell’Amministrazione o dell’Ente creditori. Come sopra specificato, ciò avverrà a condizione che siano stati forniti tutti gli elementi utili all’individuazione del soggetto debitore, nonché le modalità di pagamento delle quote creditizie, affinché possano essere correttamente acquisite.
Il pagamento tramite il conto corrente postale della Tesoreria dello Stato, previa comunicazione all’INPS del capo, capitolo e articolo (elementi identificativi indispensabili a ottenere da parte della Tesoreria stessa il giroconto delle quote creditizie di propria spettanza) è attualmente in uso solo per i pensionati della Gestione pubblica. Pertanto, le Amministrazioni e gli Enti che si rivolgono all’INPS per la riscossione delle quote creditizie di propria spettanza devono fornire le coordinate di pagamento intestate agli stessi, al fine di consentire una puntuale e diretta gestione di tutti i pagamenti emessi in favore delle medesime, ivi comprese le eventuali riemissioni di quote non andate a buon fine.
Si sottolinea che la disposizione di pagamento su coordinate intestate direttamente alle Amministrazioni e agli Enti pubblici permette all’Istituto di estendere il processo di rendicontazione automatizzata dei mandati di pagamento cumulativi, emessi in favore delle persone giuridiche, a tutte le Amministrazioni ed Enti creditori, mediante l’invio a un indirizzo di posta elettronica ordinaria/PEC, con cadenza mensile, di una reportistica in ordine alle quote creditizie complessivamente vantate per ciascuna Gestione (privata/pubblica).

Superbonus spettante per chi si accolla le spese deliberate dall’assemblea

Le spese approvate dall’assemblea per gli interventi effettuati sulle parti comuni del “condominio misto”, che ospita alloggi di privati e di una Pa, possono essere sostenute dai condomini interessati che in sede assembleare, esprimendo parere favorevole, manifestano l’intenzione di accollarsi l’intero importo e pertanto possono usufruire della detrazione al 110% (Agenzia Entrate – risposta 22 settembre 2021, n. 620).

Il D.L. Rilancio ha disciplinato la detrazione, nella misura del 110%, delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 a fronte di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica (ivi inclusa l’installazione di impianti fotovoltaici e delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici) nonché al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici.
Il Decreto agosto, in relazione al Superbonus ha previsto che “le deliberazioni dell’assemblea del condominio aventi per oggetto l’approvazione degli interventi oggetto dell’agevolazione sono valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio”.
Tale disposizione consente, in sostanza, al condomino o ai condomini che abbiano particolare interesse alla realizzazione di determinati interventi condominiali la possibilità di manifestare in sede assembleare l’intenzione di accollarsi l’intera spesa riferita a tali interventi, avendo certezza di poter fruire anche delle agevolazioni fiscali. In tale ipotesi, ne risponderà eventualmente in caso di non corretta fruizione del Superbonus esclusivamente il condomino o i condomini che ne hanno fruito.
Pertanto, nel rispetto di ogni altra condizione richiesta dalla norma agevolativa, i condomini, potranno sostenere interamente le spese previste per gli interventi prospettati e beneficiare, quindi, dell’agevolazione fiscale, esprimendo parere favorevole a seguito di delibera valida del condominio.

Indennità ISCRO respinta: istruzioni Inps per la domanda di riesame

L’Inps, con messaggio del 22/9/2021, n. 3180, fornisce le istruzioni per la presentazione della domanda di riesame da parte di coloro che hanno richiesto l’Indennità Straordinaria di Continuità reddituale e operativa (ISCRO) e che sia stata respinta per non avere superato i controlli

L’art. 1, commi da 386 a 400, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, ha previsto l’istituzione, in via sperimentale per il triennio 2021-2023, dell’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO) in favore dei soggetti iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, c. 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo di cui al comma 1 dell’art. 53 del TUIR.
Tale indennità, può essere richiesta una sola volta nel triennio, spetta a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda ed è erogata per sei mensilità.

Ciò premesso, l’Inps, con il messaggio in esame n. 3180 del 22/9/2021, fornisce le istruzioni per la presentazione della domanda di riesame da parte dei richiedenti la cui istanza sia stata respinta per non avere superato i controlli inerenti all’accertamento dei requisiti normativamente previsti.

Termini

Il termine, da considerarsi non perentorio, per proporre riesame è di 20 giorni, decorrenti dalla data di pubblicazione del presente messaggio (ovvero dalla notifica del provvedimento di reiezione se successiva), per consentire l’eventuale supplemento di istruttoria, trascorso il quale, qualora l’interessato non abbia prodotto utile documentazione, la domanda deve intendersi definitivamente respinta, fatta salva la possibilità di proporre ricorso amministrativo (circolare n. 94/2021).

Requisiti richiesti

L’assicurato può proporre un’istanza di riesame, che permetta all’Istituto di verificare le risultanze dei controlli automatici e il rispetto dei requisiti di appartenenza alla categoria.
In particolare, si ricorda che per accedere alla prestazione ISCRO è necessario possedere congiuntamente i seguenti requisiti:
a) non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
b) non essere beneficiari di Reddito di cittadinanza di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26;
c) avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 50 per cento della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni anteriori all’anno precedente alla presentazione della domanda;
d) avere dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rispetto all’anno precedente;
e) essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria (tale requisito sarà verificato dall’INPS attraverso il sistema Durc on line).
f) essere titolari di partita IVA attiva da almeno quattro anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso.

Si ricorda, inoltre, che presupposto per l’accesso all’indennità ISCRO è l’iscrizione alla Gestione separata; pertanto è necessario, per la fruizione dell’indennità, che i potenziali destinatari della stessa, prima della presentazione dell’istanza di riesame, abbiano proceduto alla formale iscrizione – con le consuete modalità – alla predetta gestione.

Pronte le regole per i ristori riservati agli operatori dei terminal portuali

Definite le modalità di presentazione della domanda per accedere al contributo riservato per gli operatori dei terminal portuali che hanno subito perdite a causa dell’Emergenza Covid-19 (Ministero Infrastrutture e Trasporti – decreto 10 agosto 2021, n. 325).

L’agevolazione introdotta dalla Legge di Bilancio 2021 consente di compensare la riduzione dei ricavi conseguente alle limitazioni delle attività e quindi al calo di passeggeri sbarcati e imbarcati nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020.

Le domande possono essere presentate dalle imprese che gestiscono i terminali portuali asserviti allo sbarco e imbarco di persone, titolari di concessioni demaniali e che hanno subito danni derivanti dall’insorgenza dell’epidemia da Covid-19.

L’invio deve essere effettuato entro il 17 ottobre 2021 esclusivamente a mezzo PEC alla Direzione Generale per la vigilanza sulle Autorità di sistema portuale, il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili all’indirizzo di posta elettronica certificata dg.tm@pec.mit.gov.it.

Ai fini dell’accesso al contributo, per danno subito a causa dell’insorgenza dell’epidemia da Covid- 19 si intende la riduzione dei ricavi conseguente al decremento dei passeggeri sbarcati e imbarcati nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020 rispetto alla media dei ricavi registrata nel medesimo periodo del precedente biennio.

La richiesta di contributo può essere presentata anche per periodi limitati rispetto all’arco temporale previsto o per periodi non continuativi, purché comunque compresi tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020.

La riduzione dei ricavi di cui al comma 1 deve essere riferita alla riduzione dei ricavi lordi conseguente alle misure di contenimento e di contrasto all’emergenza da Covid-19, tenendo anche conto:

– dei costi cessanti connessi alla riduzione dei servizi;

– dei minori costi di esercizio derivanti dagli ammortizzatori sociali applicati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19;

– dei costi aggiuntivi sostenuti in conseguenza della medesima emergenza, quali a titolo esemplificativo igienizzazione e sanificazione dei mezzi utilizzati nei terminal, acquisto di dispositivi di protezione individuale e similari.

Sono esclusi gli importi recuperabili da assicurazioni, contenzioso, arbitrato o altra fonte per il ristoro delle mancate entrate.

In ogni caso è esclusa qualsiasi sovra-compensazione del danno subito.

La domanda, a pena di inammissibilità deve:

– essere redatta in conformità al modello approvato;

– indicare i valori sui danni distinti per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, in conformità al modello approvato;

– essere corredata da una relazione di un esperto indipendente iscritto nel registro dei revisori legali recante la descrizione anche del nesso causale tra le singole voci indicate ai fini della determinazione del danno subito e l’emergenza epidemiologica da Covid-19;

– recare la dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della società che attesti, sotto la propria responsabilità anche la veridicità dei dati della relazione, specificando in particolare che:

a) i minori ricavi nel periodo non sono derivanti da eventi societari indipendenti e non connessi all’emergenza epidemiologica;

b) non sono stati percepiti eventuali altri contributi europei, statali o regionali aventi finalità analoghe a quelle del presente decreto che possano determinare sovracompensazioni;

c) l’impresa, se diversa da microimpresa o piccola impresa, non si trovava già in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019;

d) l’impresa, se microimpresa o piccola impresa già in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019, non è soggetta a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbia ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.

Le regole per i contributi per palestre e discoteche chiuse per emergenza Covid

Individuati i destinatari e le modalità di accesso al contributo a fondo perduto a favore degli esercenti che hanno dovuto chiudere obbligatoriamente l’attività per almeno 100 giorni nel periodo tra il 1° gennaio e il 25 luglio 2021 a causa del perdurare dell’emergenza sanitaria e dei provvedimenti adottati con lo scopo di contenere i contagi (D.M. 03 settembre 2021).

Possono beneficiare degli aiuti previsti i soggetti esercenti attività d’impresa, arte e professione che:
a) alla data del 23 luglio 2021 (data di entrata in vigore del D.L. n. 105/2021), svolgono, come attività prevalente comunicata con modello AA7/AA9 all’Agenzia delle entrate, un’attività che risulta chiusa in conseguenza delle misure di prevenzione, rappresentate dalle attività individuate dal codice ATECO 2007 “93.29.10 – Discoteche, sale da ballo night-club e simili”;
b) alla data del 26 maggio 2021 (data di entrata in vigore del D.L. n. 73/2021 – Sostegni-bis), svolgono, come attività prevalente comunicata con modello AA7/AA9 all’Agenzia delle entrate, un’attività riferita ai codici ATECO 2007 indicati di seguito, rispetto alla quale dichiarano, nell’istanza di accesso al contributo, di aver registrato, per effetto delle misure adottate, nel periodo intercorrente fra il 1° gennaio 2021 e la data del 26 maggio 2021, la chiusura per un periodo complessivo di almeno cento giorni:
47.78.31 – Commercio al dettaglio di oggetti d’arte (incluse le gallerie d’arte)
49.39.01 – Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o suburbano
56.21.00 – Catering per eventi, banqueting
59.14.00 – Attività di proiezione cinematografica
79.90.11 – Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento
82.30.00 – Organizzazione di convegni e fiere
85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativi
85.52.01 – Corsi di danza
90.01.01 – Attività nel campo della recitazione
90.01.09 – Altre rappresentazioni artistiche
90.02.09 – Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
90.04.00 – Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche
91.02.00 – Attività di musei
91.03.00 – Gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili
92.00.02 – Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone
92.00.09 – Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse
93.11.10 – Gestione di stadi
93.11.20 – Gestione di piscine
93.11.30 – Gestione di impianti sportivi polivalenti
93.11.90 – Gestione di altri impianti sportivi nca
93.13 – Gestione di palestre
93.21 – Parchi di divertimento e parchi tematici
93.29.10 – Discoteche, sale da ballo night-club e simili
93.29.30 – Sale giochi e biliardi
93.29.90 – Altre attività di intrattenimento e di divertimento nca
96.04 – Servizi dei centri per il benessere fisico
96.09.05 – Organizzazione di feste e cerimonie

Per poter beneficiare degli aiuti previsti, alla data di presentazione dell’istanza, i soggetti beneficiari devono:
a) essere titolari di partiva IVA attiva prima della data del 23 luglio 2021 per i soggetti esercenti attività individuate dal codice ATECO 2007 “93.29.10 – Discoteche, sale da ballo night-club e simili” ovvero prima della data del 26 maggio, per gli altri soggetti beneficiari;
b) essere residenti o stabiliti del Territorio dello Stato;
c) non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, fatta salva la deroga disposta per le microimprese e le piccole imprese ai sensi del punto 23, lettera c), dalla Sezione 3.1 «Aiuti di importo limitato» della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020.
Non possono beneficiare degli aiuti:
a) gli enti pubblici di cui all’articolo 74 del TUIR;
b) gli intermediari finanziari e le società di partecipazione di cui all’articolo 162-bis del TUIR.

L’aiuto è riconosciuto, nei limiti della dotazione finanziaria, sotto forma di contributo a fondo perduto.
Per ottenere il contributo, i soggetti interessati presentano, esclusivamente in via telematica, un’istanza all’Agenzia delle entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti richiesti.
L’istanza può essere presentata, per conto del soggetto interessato, anche da un intermediario, delegato al servizio del cassetto fiscale dell’Agenzia delle entrate.
Il contributo è corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale indicato dal richiedente nell’istanza.