Covid-19: misure di contenimento più restrittive

Con l’ordinanza 17 agosto 2020, il Ministero della Salute ha reso ancor più restrittive le disposizioni di contenimento previste nella precedente ordinanza del 16 agosto 2020, estendendo l’obbligo delle mascherine anche sul lungomare e l’interruzione delle attività di ballo negli stabilimenti balneari, nelle spiagge e nelle strutture ricettive.

Il Ministero della Salute, con l’ordinanza del 16 agosto 2020, ha previsto, dal 17 agosto 2020:

– l’obbligo dalle ore 18:00 alle ore 06:00 di utilizzo delle mascherine anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze,slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale;

– la chiusura delle sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso.

Dalla medesima data, il Ministero ha ulteriormente previsto l’utilizzo delle mascherine anche sul lungomare e la sospensione delle attività di ballo nei lidi, negli stabilimenti balneari, nelle spiagge attrezzate, nelle spiagge libere, negli spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico.

Decreto Agosto: prorogato il secondo acconto ISA

Il Decreto Agosto ha prorogato il secondo acconto ISA al 30 aprile 2021 (art. 98, D.L. n. 104/2020)

Per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze è prorogato al 30 aprile 2021 il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP, dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.

La proroga è prevista anche per i contribuenti che:

– presentano cause di esclusione o di inapplicabilità dagli ISA;

– adottano il regime agevolato per l’imprenditoria giovanile;

– applicano il regime forfetario;

– partecipano a società, associazioni e imprese;

– hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre dell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Incentivi per il settore turistico

Il Decreto di Agosto, tra le misure urgenti per il settore turistico ha esteso il credito d’imposta per i canoni di locazione anche alle strutture termali, ha previsto l’esenzione dall’IMU e il credito di imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere per i periodi 2020 e 2021 (artt. 77, 78, 79, D.L. n. 104/2020).

Credito d’imposta per i canoni di locazione per le strutture termali

AI fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, anche alle strutture termali, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente, spetta un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Per tutte le strutture ricettive ammesse al beneficio, il credito d’imposta è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno e per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.

Esenzione IMU

Per l’anno 2020, non e’ dovuta la seconda rata dell’imposta municipale propria (IMU), relativa a:

– immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali;

– immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e relative pertinenze, immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate;

Credito di imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive

Il credito di imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere di cui all’articolo 10 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, e’ riconosciuto, nella misura del 65%, per i due periodi di imposta successivi a quello in corso alla data del 31 dicembre 2019.

Il credito di imposta di cui al primo periodo e’ utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Sono comprese tra i beneficiari del credito di imposta, le strutture che svolgono attività agrituristica e le strutture termali, queste ultime anche per la realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali, nonché le strutture ricettive all’aria aperta.

Decreto Agosto: incentivi alle PMI

Il Decreto Agosto, tra le misure a sostegno dell’economia ha previste aiuti alle piccole e medie imprese e la proroga della moratoria prevista dal Decreto Cura Italia (artt. 62, 64 e 65, D.L. n. 104/2020).

Aiuti alle piccole imprese e alle micro imprese

Gli aiuti previsti dal Decreto Rilancio sono concessi anche alle microimprese e piccole imprese, che risultavano in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019 e purché le stesse:
– non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza, oppure
– non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio, salvo che al momento della concessione dell’aiuto l’impresa abbia rimborsato il prestito o abbia revocato la garanzia; oppure
– non abbiano ricevuto aiuti per la ristrutturazione, salvo che al momento della concessione dell’aiuto non siano più soggette al piano di ristrutturazione.

Soddisfatti tali requisiti, alle PMI vengono concessi nello specifico:
– gli aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali;
– gli aiuti sotto forma di garanzie sui prestiti alle imprese;
– gli aiuti sotto forma di tassi d’interesse agevolati per i prestiti alle imprese;
– gli aiuti alle imprese per la ricerca e lo sviluppo in materia di COVID-19;
– gli aiuti alle imprese per gli investimenti per le infrastrutture di prova e upscaling;
– gli aiuti alle imprese agli investimenti per la produzione di prodotti connessi al COVID-19;
– gli aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19.

Rifinanziamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese

Il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e interventi a sostegno delle imprese e dell’occupazione anche nel Mezzogiorno, e’ incrementato di 3.100 milioni di euro per l’anno 2023, di 2.635 milioni di euro per l’anno 2024 e di 1.600 milioni di euro per l’anno 2025.

Una somma pari a 200 milioni di euro per l’anno 2023, 165 milioni di euro per l’anno 2024 e 100 milioni di euro per l’anno 2025 e’ assegnata all’ISMEA perla capitalizzazione delle imprese.

Proroga moratoria per le PMI

Prorogate fino al 31 gennaio 2021:
– l’irrevocabilità delle aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020;
– per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 31 gennaio 2021, i contratti unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità;
– la sospensione del pagamento delle rate o dei canoni di leasing, per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie.

Le imprese gia’ ammesse alle misure di sostegno, la proroga della moratoria opera automaticamente senza alcuna formalita’, salva l’ipotesi di rinuncia espressa da parte dell’impresa beneficiaria, da far pervenire al soggetto finanziatore entro il termine del 30 settembre 2020.

Contributi per le attività

Il Decreto Agosto al fine di sostenere la ripresa e la continuità dell’attività degli esercizi di ristorazione ed evitare gli sprechi alimentari, ha previsto l’istituzione di un fondo nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con una dotazione pari a 600 milioni di euro per l’anno 2020.
Inoltre, è stato previsto un contributo a fondo perduto per attività economiche e commerciali nei centri storici (artt. 58, 59, D.L. n. 104/2020).

Contributo per la ristorazione

Il fondo è finalizzato all’erogazione di un contributo a fondo perduto alle imprese in attività con codice ATECO prevalente 56.10.11, 56.29.10 e 56.29.20, per l’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio.

Il contributo spetta ai ristoratori che hanno avviato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019 e a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2019.

Il medesimo contributo è erogato mediante il pagamento di un anticipo del 90% al momento dell’accettazione della domanda, a fronte della presentazione dei documenti fiscali certificanti gli acquisti effettuati, anche non quietanzati.

Il saldo è invece corrisposto a seguito della presentazione della quietanza di pagamento, che deve essere effettuato con modalità tracciabile.

Salvo che il caso costituisca reato, l’indebita percezione del contributo, oltre al recupero dello stesso, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio del contributo non spettante.

Qualora l’attività d’impresa cessi successivamente all’erogazione del contributo, il soggetto firmatario dell’istanza è tenuto a conservare tutti gli elementi giustificativi del contributo spettante e a esibirli a richiesta degli organi competenti. L’eventuale atto di recupero è emanato nei confronti del soggetto firmatario dell’istanza che ne è responsabile in solido con il beneficiario.

Contributo per le attività economiche e commerciali nei centri storici

Il contributo a fondo perduto è riconosciuto agli esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nelle zone A o equipollenti dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana che, in base all’ultima rilevazione resa disponibile da parte delle amministrazioni pubbliche competenti per la raccolta e l’elaborazione di dati statistici, hanno registrato presenze turistiche di cittadini residenti in paesi esteri:

– per i comuni capoluogo di provincia, in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti negli stessi comuni;

– per i comuni capoluogo di città metropolitana, in numero pari o superiore a quello dei residenti negli stessi comuni.

Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020, sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel corrispondente mese del 2019.

Per i soggetti che svolgono autoservizi di trasporto pubblico non di linea l’ambito territoriale di esercizio dell’attività è riferito all’intero territorio dei comuni suddetti.

L’ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del corrispondente mese del 2019, nelle seguenti misure:

– 15% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nel periodo d’imposta 2019;

– 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro nel periodo d’imposta 2019;

– 5% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro nel periodo d’imposta 2019.

L’ammontare del contributo a fondo perduto è comunque riconosciuto per un importo non inferiore:

– a euro 1.000 per le persone fisiche;

– a euro 2.000 per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Detti importi minimi sono altresì riconosciuti ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° luglio 2019. In ogni caso, l’ammontare del contributo a fondo perduto non può essere superiore a 150.000 euro.

Il suddetto contributo non è cumulabile con quello previsto per le imprese della ristorazione.