Per l’erogazione non imponibile nessuna certificazione

Qualora la donazione non costituisce reddito per il beneficiario, l’ente erogatore non deve certificarla ai fini Irpef in qualità di sostituto d’imposta (Agenzia Entrate – risposta 20 settembre 2021, n. 613).

I sostituti d’imposta che corrispondono compensi, sotto qualsiasi forma, soggetti a ritenute alla fonte presentano annualmente una dichiarazione unica relativa a tutti i percipienti.
L’Agenzia delle Entrate in relazione al trattamento fiscale delle somme raccolte da una Federazione a titolo di donazione in favore dei propri iscritti e, successivamente, corrisposte a questi ultimi, ha ritenuto che tali erogazioni non generassero materia imponibile nei confronti dei beneficiari.
A tale conclusione si perveniva considerando la Federazione quale mero strumento organizzativo nella raccolta e nella successiva destinazione delle donazioni che, altrimenti, sarebbero state versate direttamente agli iscritti della stessa colpiti da Covid-19.
Considerato che in quest’ultima ipotesi, tali erogazioni non avrebbero generato materia imponibile in capo ai beneficiari, le medesime indennità percepite per il tramite della Federazione non costituiscono reddito imponibile per i beneficiari, in quanto non inquadrabili in alcuna delle categorie reddituali previste dal Tuir.
Conseguentemente, considerato che tali erogazioni non costituiscono reddito per i percipienti, non graverà alcun obbligo di certificazione.

Superbonus: installazione di impianti solari fotovoltaici

In materia di Superbonus, forniti chiarimenti sull’installazione di impianti solari (Agenzia delle entrate – Risposta 20 settembre 2021, n. 614).

Nel caso di specie, il contribuente intende realizzare un intervento di riqualificazione energetica su un edificio unifamiliare detenuto in comodato d’uso registrato, rientrante nell’ambito di applicazione del superbonus previsto dall’articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 (decreto Rilancio).
In particolare, l’Istante vorrebbe realizzare come intervento “trainato” un impianto fotovoltaico “a servizio dell’abitazione con l’impianto e le relative apparecchiature realizzate all’interno dell’unità immobiliare sopra citata, mentre la posa dei soli pannelli solari,sulla falda del tetto dell’edificio adiacente all’edificio oggetto dell’intervento”, e del quale risulta essere “coopropietario”.
Ciò posto, chiede se è possibile beneficiare del Superbonus “per l’impianto con i pannelli solari installati sull’altra falda del tetto, come sopra indicato, a causa di disposizioni e regolamenti edilizi locali”.
Con riferimento alla possibilità di accedere al Superbonus in relazione alle spese per la realizzazione di un impianto fotovoltaico al servizio dell’abitazione, ma con pannelli solari installati sulla falda del tetto dell’edificio adiacente di cui il contribuente è comproprietario, l’Agenzia ritiene che – nel presupposto che sussistano tutti i requisiti previsti per la fruizione della normativa agevolativa e, in particolare, che venga effettivamente realizzato un intervento trainante sull’edificio che verrà servito dall’impianto fotovoltaico – l’Istante possa fruire del Superbonus per tale intervento anche quando l’installazione è effettuata su un edificio diverso da quello oggetto degli interventi agevolati su cui detiene la comproprietà dell’area necessaria all’installazione stessa.

Tariffe mensili vigenti quadri e impiegati agricoli della provincia di Mantova

 

Si riporta la tabella paga Impiegati Agricoli in vigore nella provincia di Mantova dall’1/7/2021, aggiornata con l’aumento del 2% previsto dall’accordo di rinnovo del CCNL del 7/7/2021

Salari Impiegati Agricoli dall’1/7/2021 (Art. 25 Accordo Nazionale 7/7/2021)

Categorie

Stipendio base mensile

Indennità Contingenza

E.D.R.

Salario integr. provinciale

Aumento CCNL luglio 2021

Retribuzione lorda mensile

Valore scatto anzianità

Quadro 1.458,80 526,19 10,33 189,63 43,70 2.228,65 33,05
1.a 1.369,24 526,19 10,33 189,63 41,91 2.137,30 33,05
2.a 1.201,73 520,56 10,33 157,55 37,80 1.927,97 29,44
3.a 1.069,95 515,62 10,33 147,46 34,87 1.778,23 26,86
4.a 964,72 512,74 10,33 113,67 32,03 1.633,49 24,79
5.a 891,94 510,81 10,33 91,28 30,09 1.534,45 23,76
6.a 818,57 508,34 10,33 74,14 28,23 1.439,61 22,21

– Indennità di funzione Quadro: € 100,00 mensili

Una tantum (Art. 25 Accordo Nazionale 7/7/2021)
Ai dipendenti in forza alla data di rinnovo del presente contratto, e il cui rapporto di lavoro sia iniziato anteriormente all’1/1/2021, è riconosciuto un importo lordo di euro 225,00 (duecentoventicinque/00) a titolo di una tantum per gli impiegati di Ili categoria, riparametrato come segue:

Categoria

Una tantum – importo lordo

Quadri 280,00
Impiegati I categoria 264,00
Impiegati II categoria 240,00
Impiegati III categoria 225,00
Impiegati IV categoria 210,00
Impiegati V categoria 200,00
Impiegati Vi categoria 190,00

Gli importi di cui sopra dovranno essere corrisposti a titolo di una tantum con la mensilità relativa a ottobre 2021 e non saranno considerati utili ai fini dei vari istituti contrattuali e nella determinazione del T.F.R.
L’importo una tantum sarà riproporzionato per il personale part-time in relazione alla ridotta prestazione lavorativa.

Istruzioni Inps sull’ISEE corrente

Si forniscono alcune indicazioni sulle modalità estensive dell’ISEE corrente.

Dal 1° aprile di ciascun anno in presenza di un ISEE in corso di validità, l’ISEE corrente può essere presentato anche nel caso in cui l’indicatore della situazione patrimoniale calcolato prendendo a riferimento l’anno precedente a quello di presentazione della DSU differisca per più del 20% rispetto al medesimo indicatore calcolato in via ordinaria. In tale ipotesi, è possibile effettuare l’aggiornamento del solo dato patrimoniale, fermi restando l’indicatore della situazione reddituale e la scala di equivalenza, sostituendo all’indicatore della situazione patrimoniale, calcolato in via ordinaria, il medesimo indicatore calcolato prendendo a riferimento l’anno precedente a quello di presentazione della DSU, secondo le modalità di cui all’articolo 5 del D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159. Ai fini della successiva richiesta dell’erogazione delle prestazioni, l’ISEE corrente aggiornato, calcolato secondo quanto indicato al periodo precedente, ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione del modulo sostitutivo della DSU.
Ne consegue che, dal 1° gennaio al 31 marzo di ciascun anno resta ferma la possibilità di aggiornare ai fini dell’ISEE corrente unicamente i redditi e non anche i patrimoni.
Dal 1° aprile di ciascun anno sarà invece possibile aggiornare: solo i patrimoni; solo i redditi; contestualmente i patrimoni e i redditi.
Nel caso di aggiornamento della sola componente patrimoniale, come anticipato, l’ISEE corrente ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione del modulo sostitutivo della DSU.
Anche nel caso di aggiornamento di entrambe le componenti, reddituale e patrimoniale, l’articolo 2, comma 3, del cit. decreto prevede che l’ISEE corrente abbia validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione del modulo sostitutivo, salvo intervengano variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, nel qual caso l’ISEE corrente deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione. In caso di variazione della sola componente reddituale, invece, resta ferma l’attuale data di scadenza dell’ISEE corrente stabilita, dal vigente comma 5 dell’articolo 10 del decreto legislativo n. 147/2017, in sei mesi dalla data di presentazione del modulo sostitutivo della DSU, salvo intervengano variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, nel qual caso l’ISEE corrente deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione.
Peraltro, sussiste il vincolo nello stesso anno, laddove sia stato già presentato un ISEE corrente per aggiornare solo i redditi o solo i patrimoni, di aggiornare entrambe le componenti in  caso di ulteriori variazioni rilevanti. Infatti, nell’ipotesi di presentazione di una nuova DSU finalizzata ad aggiornare i redditi o i patrimoni, che segua l’aggiornamento già effettuato di una sola di esse, le componenti vanno aggiornate entrambe e non è più possibile considerarle disgiuntamente le une dalle altre.
Orbene, alla luce delle novità intervenute che riguardano la disciplina dell’ISEE corrente, con decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, del 7 settembre 2021, n. 314, sono stati approvati i nuovi modelli tipo della DSU e le relative istruzioni per la compilazione. Tale nuova modulistica sostituisce, a decorrere dal 10 settembre 2021, i precedenti modelli e istruzioni. Resta fermo, invece, il modello di attestazione allegato al decreto direttoriale del 7 novembre 2014.
Qualora siano rilevate omissioni o difformità nei dati autodichiarati ai fini dell’ISEE corrente, il richiedente la prestazione può agire analogamente a quanto avviene già oggi per il caso in cui siano rilevate omissioni o difformità della DSU ordinaria. 

Quota di previdenza complementare nel settore alimentare artigiano del Veneto

Prorogata al 31/10/2021 la quota di previdenza complementare prevista dal CIPL 2017 per i dipendenti della regione Veneto del settore alimentare artigianato, settore alimentare non artigianato fino a 15 dipendenti, settore panificazione.

La quota di previdenza complementare è prorogata al 31/10/2021 nelle modalità e con i medesimi valori previsti dal CIRL 2017.

Quota di adesione contrattuale alla previdenza complementare settore alimentare artigiano

Il datore di lavoro, è tenuto a versare mensilmente e per un massimo di 12 mensilità nell’anno civile (1 gennaio-31 dicembre) la somma di € 26 su base mensile per operai, impiegati e quadri (per gli apprendisti la quota è pari a 10 €) quale “quota di adesione contrattuale” ad un Fondo negoziale di previdenza complementare dell’artigianato (di seguito Fondo) prescelto dal lavoratore. NeL caso di lavoratori che non diano indicazione del Fondo saranno applicati i criteri dei lavoratori silenti contenuti nell’accordo interconfederale regionale del 16/12/2016.
La somma destinata alla previdenza complementare sarà versata obbligatoriamente per ogni lavoratore inquadrato come impiegato, quadro, operaio ed apprendista e non è frazionabile su base oraria.
Nel caso di lavoratori part time con orario pari o inferiore al 50% il versamento è convenzionalmente fissato in una quota (€ 13) pari al 50% di quanto previsto per il tempo pieno (per gli apprendisti la quota sarà pari ad € 6,50).
Nel caso di lavoratori part time con orario superiore al 50% sarà versata la medesima quota (€26) prevista per il lavoratore a tempo pieno (per gli apprendisti € 10).
In caso di part time nella modalità PTOS la quota sarà dovuta per intero o al 50% sulla base dell’orario svolto in ciascun mese.

Quota di adesione contrattuale alla previdenza complementare settore panificazione

Il datore di lavoro, è tenuto a versare mensilmente e per un massimo di 12 mensilità nell’anno civile (1 gennaio-31 dicembre) la somma indicata nella tabella esposta di seguito quale “quota di adesione contrattuale” ad un Fondo negoziale di previdenza complementare dell’artigianato (di seguito Fondo) prescelto dal lavoratore.
Nel caso di lavoratori che non diano indicazione del fondo saranno applicati i criteri per i lavoratori silenti previsti dall’accordo interconfederale regionale del 16/12/2016.
La somma destinata alla previdenza complementare sarà versata obbligatoriamente per ogni lavoratore inquadrato come impiegato, quadro ed operaio e non è frazionabile su base oraria . Nel caso di lavoratori part time con orario pari o inferiore al 50% il versamento è fissato convenzionalmente in una quota pari al 50%
In caso di part time nella modalità PTOS la quota sarà dovuta per intero o al 50% sulla base dell’orario svolto in ciascun mese.
Quote mensili versamento previdenza complementare.
 

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